Associazione Arcobaleno nel Cuore

girotondo

Il progetto è stato presentato per la prima volta nell’ambito del  bando di concorso intitolato “Giovani Protagonisti” del Dipartimento della Gioventù- Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2009,  collocandosi  nell’area di intervento D del bando su citato, finalizzata all’organizzazione delle attività ricreative, del tempo libero e del turismo  ovvero progetti destinati a migliorare ed incrementare le opportunità di svago, di intrattenimento e di socializzazione rivolte in particolare ai giovani ed alle categorie svantaggiate, e volte ad incentivare stili di vita sani e modelli comportamentali positivi, attraverso la promozione  della cultura del divertimento, gli interventi a sostegno dello scambio intergenerazionale, la valorizzazione dei luoghi di incontro e crescita, la promozione delle risorse a disposizione. Il tutto attraverso l’ausilio e l’attuazione  delle metodologie più appropriate in relazione alle categorie alle quali il progetto si rivolge, avvalendosi della collaborazione di personale competente, nel pieno rispetto dei tempi e delle  modalità educative più consone ai soggetti fruitori dell’iniziativa. “Girotondo” si prefigge di mettere insieme, favorendone il confronto e l’integrazione, i bambini delle case famiglia del nostro quartiere e non, i bambini che popolano il nostro quartiere di periferia, il rione Tamburi, i bambini di una scuola materna, attraverso il comune denominatore dei laboratori, strumento attraverso il quale i bambini interagiscono tra loro, acquisiscono consapevolezza dei propri mezzi, affiancano alla loro esperienza di vita quella di altri bambini della loro età che vivono un disagio simile al loro. Il titolo del progetto rende bene l’idea della finalità: il darsi la mano come avviene quando si fa il girotondo rappresenta il reciproco appoggio, quel  sostegno che ciascun bambino, portatore di un bagaglio di ricordi, esperienze, emozioni, vicissitudini, affida a chi gli è accanto, trovando nella stretta di quella mano l’impulso e la spinta a dare loro una dimensione nuova, diversa. Il girare rappresenta il camminare in maniera circolare intorno alle difficoltà che, se viste dalla prospettiva del gioco, non sono più un vincolo, un cerchio chiuso nel quale si è intrappolati, ma l’occasione per guardare chi ci è di fronte, condividere il proprio mondo interiore, avere la consapevolezza che, come in uno specchio chi mi guarda è un’altra persona come me,  fa lo stesso cammino, vive le stesse esperienze, alimenta gli stessi sogni, le stesse attese. L’ aspetto più rilevante dell’intero progetto è l’aggregazione. In una società dove è sempre più difficile  trovare dei luoghi di incontro e di aggregazione nei quali i bambini e i giovani possano socializzare anche al di fuori degli ambienti scolastici, per mezzo di attività specifiche e di qualità, il progetto vuole porsi come spazio privilegiato di socializzazione e cultura per bambini, giovani e per le loro famiglie, fruitori indiretti, ma pienamente inseriti in questo meccanismo aggregante.

 

La stessa proposta progettuale è stata, poi, ripresa e potenziata nell’ambito della Direttiva per l’annualità 2011 del Ministero,  introducendo la novità dell’interazione bambino-anziano, realizzata attraverso la collaborazione con la casa di riposo “Casa San Paolo”di Taranto ed avvalendosi della competenza e della compartecipazione dell’ente di formazione “Programma Sviluppo” di Taranto. In particolare, tale interazione è articolata  su tre livelli: la rievocazione, l’immedesimazione, la creazione. Il primo livello è fondato sul gioco: ciascuna delle cose che ci circonda, i cambiamenti avvenuti intorno a noi,  sono le diapositive della storia del nostro quartiere, della nostra città che, inevitabilmente, si intreccia con la nostra storia, la nostra vita  e la influenza, ne detta i tempi, ne caratterizza e sottolinea i percorsi. Lo scopo di questo primo livello del progetto si fonda sulla  necessità di pensare e di organizzare dei momenti di tempo non programmato dagli adulti in favore dei bambini con il tramite degli anziani, portavoce diretti dei giochi e dei  canti del passato. Viviamo in un’epoca dove tutto è programmato, curriculato, informatizzato e tutto questo lascia poco spazio all’auto organizzazione. Anche gli stessi spazi per i giochi sono pre-organizzati  e anche se ciò risulta utile, finisce con il sminuire e scolorire l’inventiva e il gusto dell’imprevisto, del semplice, al contrario di come avveniva nei giochi del passato, riprodotti in ambienti fortunosi, realizzati con i materiali disponibili al momento e capaci di essere modificati, adattati e arricchiti dalla fantasia e dall’inventiva degli organizzatori/fruitori. Tutto ciò alla luce della fondamentale considerazione che l’infanzia non va vissuta solo come periodo di preparazione all’età adulta, ma come l’occasione per imparare a camminare sapendo che educare è anche fare strada insieme, prendersi la mano, affrontare l’imprevisto e viverlo con la stessa naturalità e spontaneità con la quale si gioca, si sorride, ci si diverte. Il secondo livello affonda le proprie radici sulla capacità di bambini e anziani di essere protagonisti delle vicissitudini dei personaggi rappresentati nell’ambito di una rappresentazione teatrale, vivendo le loro sensazioni, le loro emozioni, i loro sentimenti e , soprattutto, traendo dall’esperienza del personaggio che mettono in scena il viatico per guardarsi dentro da una prospettiva diversa rispetto a quella dalla quale sono abituati a guardarsi. Nello spettacolo teatrale, così come nella vita, nessuna parte è fine a se stessa ma ha la profonda e mirata funzione di spingere il bambino e l’anziano a fermarsi per qualche istante ai margini della propria coscienza, a cercare di ritrovarsi, ad avere il coraggio di tornare indietro e riprendere con più slancio il cammino nel caso lungo il sentiero avesse perso l’orientamento, ad acquisire la consapevolezza che tutto ciò che di importante, vero ed unico la nostra esperienza di vita può offrirci comporta sacrificio e dedizione, che con  l’impegno e la costanza è possibile realizzare qualsiasi cosa, raggiungere qualsiasi obiettivo a misura del nostro desiderio di realizzarlo o più semplicemente riuscire ad accettare la propria condizione, cercando di darle un colore e una luce nuova nella convinzione di poter essere sempre e comunque dono unico ed esclusivo. Questo con tutti i rischi che, chi decide di vivere con e per gli altri, di guardare al di là dei propri bisogni e delle proprie necessità, comporta. Il terzo ed ultimo livello mira attraverso l’oggettistica a sviluppare nel bambino e a riattivare nell’anziano, impegnati insieme nella produzione di lavori manuali il comune denominatore per costruire o riedificare il proprio essere partendo dall’uso delle mani, nelle forme più semplici. Tale iniziativa si colloca nel variopinto quadro di recupero e promozione di quelle attività finalizzate al coinvolgimento di bambini ed anziani e, conseguentemente, il loro sviluppo armonico in un contesto in grado di promuovere e garantire il loro sviluppo integrale: intellettivo, morale e spirituale. Una proposta che, nel contempo, diventa l’occasione di promozione dei rapporti interpersonali di incontro e confronto, che trova la sua base ideale nell’attività pratica, prescindendo dalla storia, la formazione, le abitudine, la mentalità di ciascuno degli utenti coinvolti. Palcoscenico sul quale realizzare il progetto è la casa di riposo “Casa San Paolo” di Martina Franca (Ta).

 

L’ultima candidatura del progetto “Girotondo” in ambito nazionale è avvenuta nell’ambito del bando “Giovani per il sociale”-Avviso pubblico per la promozione ed il sostegno di azioni rivolte al rafforzamento della coesione sociale ed economica dei territori  delle Regioni Obiettivo Convergenza, tese al potenziamento degli interventi diretti ai giovani e finalizzate all’inclusione sociale ed alla crescita personale. La proposta, della durata di 18 mesi,  riprende l’idea progettuale del 2009 potenziando l’esigenza di educare i giovani del quartiere Tamburi di Taranto  al tema della legalità, della convivenza e del rispetto per se stessi, con l’obiettivo di diffondere una cultura della solidarietà sociale che escluda la violenza e favorisca il rispetto dei diritti di cittadinanza. Da un’analisi del quartiere emerge infatti che il rione Tamburi è caratterizzato da assenza di servizi, soprattutto di tipo socio-sanitario, e dalla mancanza di luoghi di aggregazione per i giovani; di conseguenza si registrano comportamenti anomali, quali atteggiamenti aggressivi e atti di bullismo. A partire da questa consapevolezza, il progetto si propone di creare occasioni di incontro e di socializzazione per trascorrere il tempo libero. Fulcro del progetto sarà quindi l’aggregazione e l’idea che la comunità in cui il giovane  è inserito possa svolgere un’azione protettiva nei confronti dei fattori di rischio al quale lo stesso è purtroppo esposto; tale azione protettiva si tradurrà nell’offerta di opportunità concrete e spazi fisici d’incontro, luoghi all’interno dei quali poter interagire con gli altri e sviluppare le proprie competenze e abilità. Obiettivo generale del progetto, condiviso con l’ente di formazione “Programma Sviluppo”, è quello di promuovere la diffusione della cultura della legalità tra i giovani, attraverso l’impegno civico e la partecipazione attiva nelle problematiche sociali, la cooperazione in attività di sostegno alle fasce deboli , la promozione di attività che avvicinino i giovani alle Istituzioni. Tutto questo attraverso la proposizione di una serie di laboratori, quali: Laboratorio “Cittadinanza Arcobaleno”, Laboratorio “La mostra della legalità, Laboratorio Informatico, “ Internet , Legalità e lotta al cyber bullismo”, Laboratorio“Sicurezza stradale”, Laboratorio di fumetto, Laboratorio di introduzione alla produzione video. Una novità importante del progetto riguarda la collaborazione con il liceo artistico “Lisippo” di Grottaglie, la casa circondariale di Taranto, l’ACI di Taranto.

 

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