Associazione Arcobaleno nel Cuore

arcipelago della felicita'

Il progetto e’ stato presentato nell’ambito del bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali emanato con la Direttiva del 30 luglio 2010. In essa sono definite le linee di indirizzo per la presentazione dei progetti sperimentali di volontariato ai sensi dell’art. 12, comma 1, lettera d) della legge 266/1991, in occasione della proclamazione del 2010 come “Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale” e del 2011 come “Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva”. Il progetto si colloca nell’ ambito di intervento che prevede “l’individuazione e la promozione di azioni e modalità rivolte alla prevenzione del disagio minorile e giovanile”. Il tutto attraverso l’ausilio di nuove forme di approccio al territorio e coinvolgimento dei ragazzi, fruitori e diretti protagonisti dell’iniziativa proposta. “L’arcipelago della felicità” è il ludobus che si pone l’obiettivo fondamentale di combattere qualsiasi forma di devianza e di dispersione alla quale gli adolescenti sono soggetti, in maniera originale e divertente, senza sottrarli ai luoghi e agli ambienti potenzialmente a rischio e maggiormente degradati, ma incontrandoli proprio in quei luoghi, portando in essi un’alternativa, un’attrattiva diversa, che li sottragga alla delinquenza e alla marginalità. “L’arcipelago della felicità” leggendo il bisogno del quartiere, cercando di sopperire all’assenza di strutture e alla mancanza di luoghi di incontro/confronto per gli adolescenti si pone come calamita che, non si limita semplicemente a proporre, ma che scende in campo, percorre le vie, arriva in ogni zona del quartiere facilitando la partecipazione dei ragazzi, facendo loro superare l’ostacolo iniziale e, per certi versi difficile e limitante, di “andare” alla ricerca di un momento per loro. Per questo, il titolo del progetto affonda le proprie radici nel tentativo di riavvicinare, attraverso il comune denominatore del gioco, bambini, giovani e genitori al quartiere, spingendoli a viverlo non come “semplice calpestio pedonale da attraversare”, ma come momento di incontro e di svago per loro e i loro figli. Proprio come in un arcipelago i diversi tasselli di terra ferma non sono attaccati tra loro, ma bagnati dallo stesso mare che fa da collante, arrivando alle loro coste e tenendole idealmente unite, così il Ludobus ha la peculiarità di calamitare a sé i bambini delle vie che percorre e di invitarli ogni volta su “ un’ isola diversa”, in modo da andare incontro all’utenza di ciascuna zona del quartiere e facilitare il coinvolgimento di tutti. Infatti, come il mare riesce a bagnare contemporaneamente le coste delle isole, così il Ludobus, raggiungendo tutte le vie, incontra i bambini e i ragazzi a “casa loro”, sul terreno ideale della strada, incrociando le loro abitudini, la realtà nella quale vivono, nel tentativo di colorarla con delle sfumature diverse, superando la difficoltà della “scelta di partecipare al gioco” che, in molti casi, diventa preclusione all’esperienza e alla condivisione.

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